Quali sono le insidie dell’acqua a cui dobbiamo fare attenzione ?

QUANTO TEMPO DOPO UN PASTO FARESTE ENTRARE VOSTRO FIGLIO IN ACQUA?

LA CONGESTIONE POTREBBE UCCIDERLO?
QUALI SONO I FATTORI MAGGIORI CHE PORTANO AD ANNEGARE?

 

On line si legge sempre più spesso questo famoso termine “CONGESTIONE” ormai in Italia si ha quasi il terrore che possa accadere a grandi e piccini, tanto che se n’è addirittura parlato in televisione.

 

C’è chi addirittura lo chiama in termini tecnici “congestione gastrointestinale”. Se avete la possibilità, per vostra fortuna, di bazzicare sugli arenili Italiani vedrete che dopo pranzo, sia adulti che piccini, passano ore e ore sotto l’ombrellone perché l’acqua diventa un killer spietato che miete vittime mediante la congestione.

 

Cerchiamo allora di capire quello che dice la scienza a riguardo.

 

Come ben sapete, la nostra associazione è fondata da un team di sanitari che hanno come scopo quello di diffondere la cultura del soccorso in generale e di diffondere una buona educazione sanitaria, sempre, anche andando contro quelle che sono le credenze o i miti popolari.

 

Se andate ad effettuare una ricerca su un motore di ricerca scientifico (per esempio PUB MED) alla parola congestione troverete solo: congestione polmonare. Eh sì cari amici; la congestione gastrointestinale, blocco intestinale da freddo, o come la si voglia chiamare, non è descritta in medicina.
Ma allora cosa succede? Ci hanno preso in giro per anni rispetto a questo fenomeno? In parte sì, ma non volutamente.
E’ un mito popolare; una “vox populi”.
Possiamo però rincuorarci perché questo è un mito tutto Italiano.
Pare che questa patologia abbia avuto un’epidemia solo ed esclusivamente in Italia, negli arenili fuori dalla nostra penisola infatti questo mito non esiste.
Si può fare il bagno a qualsiasi ora, come se all’estero non mangiassero e bevessero come noi… Certamente con qualche accortezza.
Chiedendo un po’ in giro abbiamo scoperto, secondo fonti popolari, che potrebbero accadere svariati problemi in acqua che possono portare alla congestione:
Versione 1 –> il sangue dopo mangiato afferisce in gran quantità allo stomaco ed al contatto con l’acqua questo si bloccherebbe nello stomaco senza poter tornare indietro (blocco intestinale)
Versione 2 –> dopo mangiato il sangue affluisce in gran quantità nello stomaco e al contatto con l’acqua, più o meno fredda, questo verrebbe richiamato dallo stomaco alla periferia del corpo, ed ecco che si presenterebbe la congestione.
Su una cosa sono tutti certi, durante questo fenomeno si presentano dei sintomi chiari quali: annebbiamento della vista, nausea, sudorazione, sensazione di stanchezza, capogiro, malessere generalizzato, quasi svenimento e/o svenimento.
Come già detto in precedenza non è riportata in medicina la correlazione tra digestione e annegamento.
L’NNEGAMENTO E’ LA SECONDA CAUSA DI MORTE IN ETA’ PEDIATRICA ( DOPO GLI INCIDENTI DA TRAFFICO). E’ la prima causa di morte tra 1 e 4 anni di vita, poichè può avvenire anche in poca acqua, in una piscinetta, o in un ruscello.
I soggetti che sono predisposti ad avere svenimento devono prestare maggiore attenzione perché chiaramente una simile evenienza in mare potrebbe avere esiti drammatici.
Un corpo accaldato immerso in acqua fredda potrebbe avere una sincope (svenimento) o una pre-sincope (quasi svenimento) per via dello shock termico, questo prende il nome di sindrome da idrocuzione.
Esistono soggetti particolarmente sensibili che in seguito ad alcuni stimoli possono avere una sincope: stimolazione del seno carotideo, minzione, deglutizione, defecazione.
In età pediatrica inoltre è riportato che la rapida immersione del volto (più precisamente gli occhi) in acqua fredda può dare una stimolazione vagale la quale causa un calo di frequenza cardiaca e di pressione arteriosa fino a far sincopare il bambino.
La digestione centra poco anche perché se volessimo essere precisi, se vi siete abbuffati a pranzo, non bastano 3 ore per digerire ma ce ne vogliono 6 (per esempio dopo aver mangiato un tonno o altri alimenti grassi).
La cosa in assoluto più importante è che l’immersione in acqua sia graduale. Bisogna entrare in acqua bagnandosi viso, torace e addome quando il livello della stessa è ancora basso in modo da poter immediatamente tornare a riva qualora si avvertisse un malessere.
Evitate i tuffi quando siete accaldati, si rischia di svenire per lo shock termico.
Lo shock termico può avvenire indistintamente a stomaco pieno o a digiuno.
Facendo sempre ricerca si scopre che da studi americani più dell’80% degli annegati sono maschi. L’annegamento in USA è la quinta causa di morte in età pediatrica ed i bambini da 1 a 4 anni hanno tasso di annegamento più elevato, sapete dove? Nelle piscine domestiche!
I principali fattori che influenzano l’annegamento sono:
Le assenti capacità natatorie, la mancanza di barriere protettive per impedire l’accesso dei bambini all’acqua, la scarsa sorveglianza da parte dei genitori, il mancato o l’erroneo utilizzo dei presidi galleggiante (braccioli/giubbetti di salvataggio) soprattutto a bordo di imbarcazioni.
Per i ragazzi sopra i 15 anni l’annegamento è più probabile in acque di fiume, mare o lago, a causa di comportamenti incauti (fare il bagno in condizioni climatiche avverse, andare troppo a largo e stancarsi eccessivamente).
La presenza di patologie quali epilessia o disturbi neurologici analoghi.
Per gli adolescenti e gli adulti l’uso spropositato di alcolici è responsabile del 70% degli annegamenti in acqua.
Vi ricordiamo che l’utilizzo di alcolici altera la coordinazione motoria e il giudizio, effetti esacerbati dall’esposizione al sole ed al caldo.
Concludendo il consiglio è di evitare pasti eccessivi prima del bagno, evitare di entrare bruscamente in acqua, bagnarsi prima gradatamente, evitare l’utilizzo di alcolici, mantenere sempre una supervisione attiva sui bambini, scegliere spiagge con servizio di salvataggio ed infine in presenza di corsi d’acqua quali fiumi, torrenti o ruscelli non lasciare mai i bambini liberi di vagare vicino al corso d’acqua.

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